Trash Tv Trance – Fausto Romitelli

Trash Tv Trance (2002)

for electric guitar

Fausto Romitelli

 

 

 

“Al centroFausto Romitelli del mio comporre c’è l’idea di considerare il suono come una materia in cui sprofondare per forgiarne le caratteristiche fisiche e percettive: grana, spessore, porosità, luminosità, densità, elasticità. Quindi scultura del suono, sintesi strumentale, anamorfosi, trasformazione della morfologia spettrale, deriva costante verso densità insostenibili, distorsione, interferenze, anche grazie al ricorso alle tecnologie elettroacustiche. E sempre maggiore importanza data alle sonorità di derivazione non accademica, al suono sporco e violento di prevalente origine metallica di certa musica rock e techno”.

 

nr139457In Trash TV Trance, composto nel 2002 per Tom Pawels, sono proposti (già nel titolo stesso) tre temi centrali nell’estetica di Fausto Romitelli. L’esperienza dell’elettroacustica, il trattamento degli spettri sonori, oltre che le forme di sperimentazione musicale al di fuori dell’avanguardia “colta”, sono sintetizzate in questo lavoro, attraverso dimensioni acustiche nuove, un eloquente contenuto espressivo e un impatto sonoro violento.
La scrittura è estremamente compatta, dal flusso ipnotico, e il suono “come materia da forgiare” si incontra con il gusto per la deformazione e per l’artificiale. Se “trash” e “trance” rimandano a uno dei lavori più significativi di Romitelli – la trilogia Professor Bad Trip (1998-2000), che prende spunto dalla lettura delle opere scritte da Henri Michaux sotto l’effetto di droghe e allucinogeni –, qui il compositore affronta anche il suo interesse per i mezzi e i processi della comunicazione di massa (“TV“), l’incubo del rapporto tra percezione e tecnologia, la riflessione sulle tecniche di produzione e riproduzione dei canali elettronici – temi poi ampiamente sviluppati in un altro significativo lavoro, Dead City Radio (2002-2003), la cui essenza è racchiusa nell’opera del sociologo canadese Marshall McLuhan: “The Medium is the Message”. “La percezione del mondo è creata dai canali di trasmissione: ciò che vediamo e ascoltiamo non è semplicemente riprodotto, ma elaborato e ricreato da un medium elettronico che si sovrappone e sostituisce l’esperienza reale” (Romitelli). Interferenze, distorsioni, riverberi – la contaminazione del suono, privato del suo status accademico, completamente reinterpretato, filtrato e riprodotto – sono solo il segno più evidente di un’idea di comunicazione abolita e indecifrabile.

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